Questo matrimonio s’ha da fare

L’assenza di una radicata educazione finanziaria, nel nostro Paese, è ampiamente riconosciuta. Solo un anno fa – era marzo 2017 – il governatore della Banca d’Italia Igazio Visco lanciava l’allarme di una “Italia ultima in Europa per educazione finanziaria”. Intervenendo a un convegno sul tema della ricchezza della nazione e la tutela del risparmio, il governatore Visco ribadiva un concetto ormai noto: “In Italia le indagini sugli adulti e sugli studenti segnalano un livello di educazione finanziaria particolarmente basso”. Una indagine Standard & Poor’s del 2014 evidenziava che “solo il 37% tra gli adulti risponde correttamente ad almeno 3 delle 5 domande su concetti di base (interesse semplice e composto, inflazione, diversificazione del rischio)”.

Questi dati, già preoccupanti, sono ancora più pericolosi se si considera l’impreparazione delle nostre imprese che si caratterizzano per ridottissime dimensioni e per una conduzione familiare. In questo contesto socio-economico l’interesse per la finanza di impresa è davvero carente.

Ci si potrebbe chiedere quali siano i principali motivi che portano un imprenditore a sottovalutare le scelte di finanza aziendale. La risposta più semplice potrebbe essere insita nella difficoltà di usare strumenti all’apparenza complessi, ma che di complesso, spesso, hanno solo il nome. Tra le altre ragioni potrebbe esserci l’intenso rapporto con consulenti e/o istituti di credito di fiducia che spesso intervengono nel processo decisionale (per lo più in fase consultiva) ma che possono impattare sulle decisioni finanziarie dell’imprenditore.

Il primo passo per rendere meno astratta la finanza di impresa è certamente quello di rendere meno complessi gli strumenti utilizzabili, ma preliminare a tutto ciò è capire quale sia il ruolo della finanza all’interno di una attività imprenditoriale.

Immaginiamo che l’impresa nella sua complessità sia un corpo e definiamo il ruolo di ogni funzione paragonandolo a una delle principali componenti del corpo umano.

L’imprenditore, che definisce la strategia, rappresenta il cervello del corpo imprenditoriale: dal cervello partono gli stimoli neurologici alle varie parti del corpo. È questo il ruolo della strategia, ovvero determinare come usare le risorse per raggiungere gli obiettivi di impresa. La produzione, invece, rappresenta le braccia dell’impresa: la produzione è la “forza fisica” necessaria per la realizzazione del sistema di offerta imprenditoriale. Il marketing e la comunicazione sono invece l’emblema del cuore imprenditoriale: vanno a colpire la parte emotiva del cliente e il cuore ben rappresenta l’emotività delle scelte dei consumatori su cui impattano i creativi e gli uomini di marketing. C’è poi la logistica che rappresenta le gambe: utili per raggiungere i consumatori nei tempi giusti, nei modi giusti con i costi giusti. In questa ottica sembra non esserci significato alcuno per la finanza che invece rappresenta quanto di più importante c’è nel corpo umano: l’apparato circolatorio.

La finanza, infatti, come il sistema sanguigno del copro umano, è invasiva in tutta la vita dell’impresa. E come il sistema circolatorio, il malfunzionamento della finanza può comportare gravi danni agli organi fino alla cancrena. Infatti, come la cancrena che è un processo di decomposizione di una parte del corpo in seguito al blocco del flusso sanguigno, così la scarsa attenzione o la disattenzione totale alla finanza può comportare il fallimento di operazioni di marketing, logistiche o produttive, fino a comportare il fallimento delle scelte strategiche. La finanza è quella parte poco visibile ma imprescindibile della quotidianità imprenditoriale. Senza il controllo dei flussi finanziari, degli equilibri economico-reddituali, dell’individuazione delle fonti di finanziamento e degli impeghi di capitale, ogni attività di impresa risulta casuale e il limite fra successo e insuccesso è molto flebile. Ma questa percezione risulta poco diffusa con gravi conseguenze per le imprese perché la finanza di impresa non è schemi astrusi, formule matematiche o complesse determinazioni numeriche, ma linfa vitale di ogni processo aziendale.

27 Marzo 2018

Finanziamoci: il difficile rapporto tra imprenditori e finanza

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